Giù al Nord

cronache calabre in terra straniera

Calabria-Piemonte: 1-1

Cara Calabria,

da Novembre sono via e da quattro mesi non ti vedo.

Da quando vivo qui, nella città squadrata, noto sempre le differenze, e cerco di smentire dentro di me il detto: piemontese falso e cortese.

La cosa strana è che hai più rappresentanti qui che a Corigliano Calabro. Non mi è ancora capitato di incontrare degli autoctoni veri e propri, solo figli o nipoti di emigrati che ancora si sollazzano al tuo sole d’estate e sulle tue spiagge libere.

La cosa bella è il metro di giudizio che usano questi figli e nipoti di emigrati per descrivere l’ospitalità che si respira dalle tue parti.

Una volta, quando ancora il mio domicilio corrispondeva con la residenza (calabra, ovviamente), una tipa bon-ton e spocchiosa mi disse: ” E poi, in Calabria, che ospitalità! Alle 4 del pomeriggio tutti con le porte aperte a offire melanzane sott’olio!“.

Mi guardava, la tipa spocchiosa e bon ton, con gli occhi luccicanti di chi sa che, se tieni porte e finestre spalancate, evidentemente sei un poveraccio che non ha nulla da farsi rubare.

Cara Calabria, qui rettifico: non ho mai visto nessuno che tenesse la porta aperta ad ogni ora del giorno e della notte, e con il clima che si respira in certe zone, tanto meglio.

E le melanzane sott’olio manco le mangiamo. A furia di farci venire le mani nere ad affettarle, abbiamo smesso di proporle come antipasto, per una più comoda insalata russa, o due polpettine con dentro settecento ingredienti.

Cara Calabria, sono quattro mesi che non ti vedo, ma qui mi trovo bene. Certa gente è strana, ma anche nella tua  Gizzeria Paese non scherzano. Torino è bella d’inverno quanto le tue spiagge d’estate.

E io, che l’inverno me lo sono goduto, ora torno sui tuoi lidi, beandomi dello sguardo di questa gente che per vedere il mare una volta al giorno come facevo io da Aprile in poi, deve mettere su tutte le registrazioni di Baywatch.

Non è che non avessi già da fare: ma la libertà che ho qui, in altri spazi web mi manca, e allora ne approfitto per raccontarti quello che mi accade in terra straniera. Giù al Nord è il titolo di un film che mi ha fatto troppo ridere, e considerando che è una produzione francese, la dice lunga su dove sta andando il cinema di questi tempi. Parla di un tipo che vive bel bello a Parigi ma sogna il sud della Francia, e invece viene spedito per lavoro al Nord, un posto attorno al quale aleggiano leggende metropolitane terribili. Mi sembrava un buona metafora, una cosa che poteva legarsi bene con le mie cronache.

Cara Calabria, tra poco meno di un mese tornerò, per poco, ma tornerò.

E sarà allora che dovrò cambiare il sottotitolo di questo Blog, invertendo l’ordine degli addendi, almeno per una settimana.

maggio 15, 2009 Posted by | cronache calabre | , , | 1 commento