Se il caldo è immondo, evitate gli autobus.
Cara Calabria,
chi l’ha detto che fa caldo solo dalle tue parti?
Qui al Nord si boccheggia. Il buongiorno di Gramellini su La Stampa di oggi la dice lunga su quante volte i media, in queste occasioni, perdano occasione di stare zitti, invece di dire delle boiate assurde.
Del tipo: vestitevi a cipolla oppure non state sotto il sole a picco di mezzodì.
Come se ci piacesse grondare da ogni orifizio del nostro corpo, come se ci piacesse abbronzarci sulla pensilina dei bus mentre aspettiamo il 13 per Porta Susa.
A proposito, Calabria.
Il prossimo che mi dice che sugli autobus vivi l’umanità della gente, ascolti i discorsi, vedi la vita, ti cali nel mondo per davvero, io lo strangolo.
Perché uno che viaggia in autobus, specialmente con il caldo che impazza, SA che è l’esperienza più odiosa in assoluto.
Un mix di odori e volte anche di sapori ( quando gli odori sono talmente forti che te li senti in bocca) da far rabbrividire anche il più feticista.
Uno che viaggia in autobus, specialmente quando sono stracolmi, SA che dovrà stare in bilico sull’alluce destro per un periodo che gli sembrerà lunghissimo e che avrà sul groppone questo o quel vicino, che ovviamente, sudaticcio come non mai, gli si appiccicherà come la gomma da masticare dei Simpson, quella a sigaretta, che dopo due secondi di ruminìo diventava dura come il cemento e a fare la bolla si rischiava di rimanere con i segni in faccia a vita
Uno che viaggia in autobus, specialmente quando è prostrato da una giornataccia, SA che, a un certo punto, l’amico suonatore di fisarmonica salirà in cerca di monetine, suonando a ripetizione O’ sole mio stà ‘nfronte a te, My way e addirittura Sincerità di Arisa.
C’è solo una cosa da dire: che tu sia in Calabria, o nel pieno centro di Torino, stai sicuro che chi ti dice che fare un giro in autobus sia favoloso per vedere la gente e per sentirla parlare, ha il suo bel culetto piantato su una bella macchina comoda comoda, la quale, e questo lo speriamo tutti, speriamo rimanga imbottigliata il più a lungo possibile in Tangenziale all’ora di punta.
O sulla Salerno-Reggio per sempre, se proprio volessimo augurargli il peggio.
3 commenti »
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Almeno da te arriva l’autobus. Io a volte ho aspettato 2 ore per un autobus dotato di tutti i comfort come quelli che descrivi tu, con qualche optional, ladruncoli, vu’ cumprà con negozio annesso, studenti in fuga da scuola con cellulari accesi come radio con colonna sonora di cantanti neomelodici.Gli autobus sono uguali dappertutto, l’unico divertimento è ascoltare le conversazioni che,incuranti di tutto, s’intrecciano dai cellulari.
Vuoi una mano nello sterminio? Grazie a Dio hanno inventato la metro, e non vedo l’ora che arrivi anche più in giù…metropolitana forever.
io l’ho sempre detto che fare un giro in autobus è favoloso, anche col caldo di cui parli tu.. e non ho una macchina, nemmeno scomoda